Reportage di Architettura in Val d’Orcia: l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (SI)
Questo progetto lo avevo in mente da tanto, ma stavo aspettando le condizioni giuste. Si tratta di un monastero nei pressi di Asciano (SI), incastonato in una valle di calanchi che caratterizza proprio questa parte di Val d’Orcia. In pieno inverno il sole non basta a illuminarti tutta la scena, soprattutto all’interno della cattedrale, ma in primavera sarebbe stato diverso. Da visual storyteller la mia narrazione aveva una scaletta chiara: il reportage sarebbe iniziato con una ripresa col drone per dare un’idea del territorio, per poi spingermi a documentare ogni singolo spazio man mano che il sole si sarebbe alzato (iniziavo subito dopo l’alba, per non avere turisti a intralciarmi).
Il meteo dava buone condizioni, tuttavia ebbi una sorpresa inaspettata proprio al mio arrivo. La nebbia. Banchi di nebbia fitta scesi durante la notte mi costrinsero a fermarmi e scendere dall’auto per valutare la situazione. Il sole sorgeva. E la luce si diffuse disegnando un mare luminoso attorno all’abbazia le cui mura spuntavano fuori dalla nebbia come coltelli di mattoni e pietra. Decollai col drone, e ripresi tutto. Era fantastico come incipit, avrebbe dato quel tocco mistico e antico a cui non avevo pensato. Fatto giorno raggiunsi l’ingresso dell’abbazia, scattando foto e facendo riprese mentre percorrevo il viale di cipressi trafitti di luce calda. Avevo materiale sufficiente per gli esterni, così passai allo step successivo. La fotografia di architettura vera e propria.
Un edificio così grande comporta due problemi principali che il fotografo di interni deve saper gestire: gli spazi e le verticali convergenti. Treppiede alla mano, montato il Canon 16mm f.2.8 sulla mia R6 mark II entrai in cattedrale e mi ritrovai al buio. Solo le vetrate più alte lasciavano passare alcune lame di luce che cadevano sull’altare, per il resto c’erano solo ombre, freddo e silenzio. Cercai una composizione pulita geometricamente, livellata sugli assi, ben centrata, tenendo a bada la distorsione del grandangolo che altrimenti può compromettere il risultato finale. Grazie al Canon RF 85 f.2.0, invece, fotografai anche dettagli delle colonne, decorazioni sul soffitto, scoprii un chiostro decorato con affreschi e una biblioteca straordinaria. Non mancava nulla. Il racconto era completo: un viaggio in un posto dove il tempo si era fermato e che regalava, a distanza di secoli, autentiche meraviglie.
Sebbene la mia base sia in Maremma, se siete interessati a un reportage, o alla fotografia corporate che racconti emotivamente un luogo o un’azienda , mi sposto in tutte le province della Toscana (Grosseto, Livorno, Pisa, Firenze, Lucca, ecc) e oltre.