Reportage culturale a Livorno: i dipinti di Giovanni Fattori a Villa Mimbelli
Grazie al Museo Civico Giovanni Fattori avevo l’occasione di documentare questa mostra straordinaria in una location da sogno come quella di Villa Mimbelli a Livorno. Nonostante il caldo torrido di settembre, l’idea di farne un reportage era ghiotta. Lo storytelling in questo caso riguardava un viaggio nel passato: avrei ripreso gli esterni della villa, i grandi giardini, le fontane antiche, l’edificio in sé, per poi addentrarmi tra una marea di opere d’arte dell’Ottocento italiano. Sarebbe stata (giudicate il risultato) un’esperienza immersiva molto emozionante di cui ho un bellissimo ricordo.
In un’ora sono arrivato sul posto. L’attrezzatura completa era nel mio zaino, ma in questo avrei avuto (come sempre) due problemi da risolvere per portare a casa il risultato: la scarsa luce tipica delle mostre d’arte in interni e il divieto di portare grossi zaini con me. Andò proprio così. Girellai negli immensi giardini usando la Insta360 Ace Pro per il POV in soggettiva perché avrebbe dato al mio racconto più immersività, mentre con la fotocamera e il Tamron 35 f.1.4 avevo un occhio fotografico da street photography, molto utile in questi casi (inoltre è la mia focale preferita, ormai il mio occhio compone lo scatto “a 35mm). Una volta nell’atrio in biglietteria mi fanno presente appunto ciò che temevo; mollato lo zaino in armadietto, la Ace Pro in tasca e la camera in spalla mi sono avviato iniziando dalla prima sala.
Prima ancora di scattare ho alzato gli occhi al soffitto. Luce gialla dei faretti, simile alle vecchie lampadine a incandescenza che avevamo in casa anni fa. Un buon fotografo sa cosa vuol dire: bilanciamento del bianco su Tungsteno, in modo tale che l’esposimetro della Canon aggiunga una dominante blu e bilanci tutto con una luce bianca più neutra. Se non si sa questo, avremo una dominante fastidiosa da togliere e i colori saranno leggermente falsati (e visto che si parla di dipinti…). La quantità di luce era scarsa, ma alzando gli ISO con un 35 1,4 avrei avuto il giusto compromesso tra qualità e velocità di scatto per avere foto ferme.
I miei calcoli non mi delusero. Osservai quelle bellissime sculture, le decorazioni, fotografai le sale affrescate e tappezzate dei quadri del Maestro che tanto ci ha lasciato della Maremma che fu un tempo.
Raccontare luoghi d’arte e architettura richiede sensibilità. Se gestite spazi museali o dimore storiche in Toscana e volete valorizzarne l’immagine attraverso un progetto visivo autoriale, sono disponibile a parlarne.
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